La sostenibilità in cantiere: il nuovo progetto LEED di Porfiri Architects a Roma
Via Umberto Partini, Roma – Porfiri Architects ha avviato un nuovo cantiere per la realizzazione di uno studentato moderno da 270 posti, ponendo la sostenibilità al centro sin dalle prime fasi operative. L’obiettivo dichiarato è ottenere la certificazione LEED Gold, riducendo al minimo le emissioni di carbonio durante l’intero ciclo di vita del progetto. Questo significa adottare da subito standard elevati di green building e gestione responsabile del cantiere, così che l’impatto ambientale sia sotto controllo ancor prima che l’edificio prenda forma. L’approccio informativo di Porfiri Architects vuole coinvolgere e attirare l’interesse non solo degli addetti ai lavori, ma anche di tutti coloro che desiderano costruire in modo sostenibile – invitandoli a saperne di più e a richiedere informazioni su come integrare questi principi nei propri progetti.
Early Works e prerequisiti LEED: sostenibilità sin dall’avvio
Sin dalla fase di “Early Works” (opere preliminari di cantiere) il team di Porfiri Architects sta curando due aspetti chiave richiesti come prerequisiti dal protocollo LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) per le nuove costruzioni:- Prevenzione dell’inquinamento da attività di cantiere (Piano di Erosione e Sedimentazione) : Un requisito obbligatorio di LEED impone di sviluppare e implementare un Piano di Controllo dell’Erosione e Sedimentazione (PCES) per tutte le attività di costruzione del progetto. In altre parole, già durante scavi e fondazioni il cantiere deve adottare misure volte a evitare che le lavorazioni causino inquinamento del suolo, delle acque o dell’aria circostante. Nel caso di via Partini, ciò si traduce in un rigoroso Piano di Gestione Ambientale di Cantiere che include azioni come: recinzioni perimetrali continue con pannelli antipolvere per prevenire la dispersione di polveri e detriti, accessi di cantiere stabilizzati con vasche di lavaggio ruote per i mezzi in uscita (e pulizia periodica della strada adiacente), protezione dei tombini e caditoie mediante tessuti filtranti geotessili per evitare che il terriccio finisca nelle fogne. Inoltre, vengono impiegati sistemi di abbattimento delle polveri (irrigatori mobili, nebulizzazione d’acqua e bagnatura frequente delle superfici di lavoro) e predisposte aree di stoccaggio protette per i materiali di scavo o demolizione, coperte da teli e con container chiusi, in modo da evitare percolamenti nel terreno. Queste misure non solo rispettano il protocollo, ma tutelano attivamente il quartiere riducendo polvere, fango sulle strade e possibili contaminazioni ambientali. La conformità al prerequisito LEED, inoltre, richiede un monitoraggio costante: sono previste ispezioni periodiche (settimanali) per verificare lo stato di attuazione e l’efficacia di ogni intervento antinquinamento, con relative manutenzioni correttive se necessarie.
- Pianificazione della gestione dei rifiuti di costruzione e demolizione : Il secondo pilastro iniziale è l’implementazione di un Construction Waste Management Plan, ovvero un piano che pianifichi la gestione sostenibile di tutti i rifiuti generati in cantiere. A partire dalla versione LEED v4 questo piano di gestione dei rifiuti è diventato un prerequisito obbligatorio: occorre definire fin da subito le categorie di materiali di scarto previste, fissare obiettivi di recupero/riciclo e stabilire le modalità pratiche per separarli e destinarli correttamente. In pratica, l’impresa dovrà identificare almeno 5 tipologie principali di rifiuti (es. terre di scavo, calcestruzzo, metalli, legno, cartongesso) indicando la percentuale approssimativa che rappresentano, predisponendo aree o contenitori dedicati per la raccolta differenziata in cantiere e accordi con centri di recupero autorizzati. A fine lavori, il piano richiede un report dettagliato con tutti i flussi di rifiuti effettivamente prodotti e le rispettive destinazioni (quantità riciclate, inviate a recupero o, in minima parte, smaltite). L’obiettivo è chiaro: deviare dalla discarica la maggior parte possibile dei rifiuti da costruzione, reindirizzando materiali riciclabili verso nuovi cicli produttivi e donando una seconda vita agli scarti riutilizzabili. Secondo gli standard LEED, per ottenere i crediti di merito collegati, occorre riciclare o recuperare almeno il 50% dei rifiuti non pericolosi (target che sale al 75% per massimizzare il punteggio). Il cantiere di via Partini è stato organizzato per raggiungere – e se possibile superare – queste percentuali: ad esempio, i materiali demoliti dalla precedente costruzione verranno separati (calcestruzzo, laterizi, metalli, legno, vetro, plastiche) e inviati a impianti di trattamento, così come le terre di scavo saranno gestite per un eventuale reimpiego o conferite in siti idonei invece che abbandonate. Una pianificazione accurata in questa fase iniziale pone le basi per un cantiere a “rifiuti zero” (o quasi), dove niente viene sprecato e ogni residuo trova la sua collocazione più sostenibile.
Monitoraggio di materiali e rifiuti per i crediti LEED
Oltre ai prerequisiti obbligatori, il protocollo LEED premia con ulteriori crediti le buone pratiche documentate in cantiere. Porfiri Architects ha attivato un sistema di monitoraggio continuo su materiali e rifiuti in questa fase iniziale, mirato a conseguire crediti nelle categorie Materiali e Risorse (MR) del rating LEED. In particolare, l’attenzione è rivolta a:- Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD) – Si incentiva l’uso di prodotti da costruzione dotati di EPD (Environmental Product Declaration), un documento certificato che descrive in modo trasparente e standardizzato le prestazioni ambientali di un materiale lungo il suo ciclo di vita. I prodotti forniti di EPD contribuiscono all’ottenimento di crediti nei sistemi di certificazione green building come LEED, BREEAM ecc., poiché attestano l’impegno dei produttori verso la sostenibilità e permettono ai progettisti di valutare l’impatto ambientale “cradle-to-gate” (dall’estrazione delle materie prime fino al prodotto finito) di ogni componente utilizzato. Nel progetto in corso, verranno tracciati tutti i materiali strutturali e architettonici impiegati già nella fase di fondazione (calcestruzzo, acciaio, additivi, impermeabilizzanti, ecc.) verificando la presenza di EPD da parte dei fornitori. Privilegiare materiali con EPD significa poter quantificare e ridurre l’impronta ambientale del cantiere: ad esempio, scegliendo un calcestruzzo con dichiarazione ambientale si conoscono le emissioni di CO₂ incorporate nel materiale e si può optare per miscele a minor impatto (come cementi con aggiunta di materiali riciclati tipo fly-ash o GGBS). Monitorando e documentando almeno 20 prodotti con EPD di 5 diversi produttori, il progetto potrà conseguire il credito LEED dedicato, guadagnando punti verso la certificazione.
- Origine e approvvigionamento responsabile delle materie prime – Un altro aspetto monitorato riguarda la provenienza dei materiali e le politiche di approvvigionamento dei fornitori. Il protocollo LEED incoraggia l’uso di prodotti e materiali estratti o prodotti in modo sostenibile e con contenuto riciclato. Ad esempio, viene assegnato un credito se una percentuale significativa (es. 20% sul costo totale) dei materiali proviene da fonti con dichiarate pratiche responsabili – come materiali con alto contenuto di riciclato, legno certificato FSC, materiali di provenienza regionale (che riducono l’impatto del trasporto) o prodotti da aziende che pubblicano report di sostenibilità. Nel caso di Porfiri Architects, l’attenzione si concentra su elementi come l’acciaio strutturale e il calcestruzzo: utilizzare acciaio parzialmente riciclato o cementi con aggregati riciclati contribuisce a ridurre il prelievo di risorse naturali e fa ottenere punti LEED. Anche la trasparenza sull’origine è fondamentale: sapere da dove arrivano le materie prime (ad esempio la cava da cui proviene l’inerte, o il paese di produzione di un componente) e assicurarsi che tali fonti rispettino normative ambientali e sociali aggiunge valore. Un punto specifico del protocollo premia proprio la dichiarazione della provenienza e l’impegno ambientale dei produttori: ad esempio, nel settore ceramico si ottiene un credito dimostrando la tracciabilità delle cave e l’adozione di piani di ripristino ambientale dopo l’estrazione. Un ulteriore punto può essere ottenuto incrementando l’uso di materiali riciclati nei prodotti impiegati. Nel cantiere di via Partini verranno quindi selezionati fornitori e prodotti in base a questi criteri, privilegiando materiali a basso contenuto di materie prime vergini. L’obiettivo è duplice: da un lato raccogliere la documentazione necessaria per i crediti LEED (schede tecniche, certificati FSC, attestati di contenuto riciclato, ecc.), dall’altro ridurre effettivamente l’impatto dell’edificio impiegando materiali che richiedono meno risorse naturali ed energia nella loro filiera produttiva.
- Gestione e riciclo dei rifiuti di cantiere (crediti) – Oltre al piano obbligatorio di gestione rifiuti, LEED assegna crediti aggiuntivi al progetto che dimostri di aver raggiunto alti livelli di riciclo e recupero. Come anticipato, superare la soglia del 50% di rifiuti riciclati fornisce un primo punto, e arrivare al 75% ne fornisce un secondo. Porfiri Architects monitorerà costantemente le quantità di rifiuti generati in ogni fase e le percentuali effettivamente riciclate o recuperate, in modo da verificare il rispetto degli obiettivi. Ad esempio, durante le operazioni di scavo per i pali di fondazione, la terra di risulta verrà caratterizzata e, ove possibile, riutilizzata per riempimenti o altre destinazioni invece di essere smaltita. I rifiuti metallici (armature in acciaio, casseforme dismesse) verranno avviati alla filiera del riciclo dei metalli; il legno (casseri, pallet) sarà riutilizzato in cantiere finché possibile e poi conferito a piattaforme di recupero; i materiali inerti come calcestruzzo e laterizi verranno frantumati e riciclati come aggregato. Il tracciamento documentale di questi flussi (formulari rifiuti, pesate, certificati di avvenuto riciclo) servirà non solo a ottenere i crediti LEED MRc5, ma fornirà anche a Barings – il committente dell’opera – e a tutti gli stakeholder la prova tangibile dell’impegno ambientale profuso. Ridurre i conferimenti in discarica significa anche tagliare le emissioni legate al trasporto e alla decomposizione dei rifiuti, contribuendo ulteriormente all’obiettivo carbon neutral del progetto.
Ridurre l’impatto ambientale già dalle fondamenta
Tutte queste iniziative rappresentano un impegno concreto per ridurre l’impatto ambientale già nella fase di scavo e realizzazione dei pali di fondazione. Spesso si pensa alla sostenibilità in edilizia concentrandosi solo sull’edificio finito – sui pannelli solari sul tetto o sui consumi energetici in esercizio. In realtà, una buona parte dell’impatto ambientale totale di un edificio si gioca durante la costruzione: i cantieri possono generare inquinamento (polveri, rumori, acque sporche), rifiuti e consumi energetici significativi. Intervenire sin dalle fondamenta con piani di controllo e mitigazione significa prevenire i danni invece che doverli riparare dopo. Nel cantiere di via Partini, ad esempio, l’attenzione posta nel contenimento dell’erosione evita che le piogge dilavino il terreno smosso dallo scavo trascinandolo nei tombini o nei corsi d’acqua – cosa che intasino le fognature o inquini falde e torrenti. Allo stesso modo, gestire subito i rifiuti evita cumuli caotici di detriti in cantiere, riduce il rischio di incidenti e ottimizza anche i costi (riciclare materiali come metalli e inerti può generare un risparmio rispetto allo smaltimento). Porfiri Architects dimostra dunque che perseguire la certificazione LEED non è un mero esercizio burocratico, ma un modo per elevare la qualità del processo costruttivo: un cantiere ordinato, pulito e controllato è anche un cantiere più efficiente e sicuro, dove le maestranze lavorano meglio e la comunità intorno non subisce disagi.Sostenibilità integrata: non un’etichetta ma un processo continuo
Questo modus operandi rispecchia la filosofia di fondo di Porfiri Architects: la sostenibilità non è un’etichetta da applicare a fine progetto, ma un processo, parte integrante della qualità che lo studio vuole garantire ad ogni cliente. Ogni fase – dalla progettazione preliminare al cantiere operativo – viene affrontata con uno sguardo attento agli impatti ambientali, nella convinzione che solo integrando la sostenibilità a 360° si ottengano edifici realmente innovativi e responsabili. Porfiri Architects, grazie alla presenza nel team di professionisti accreditati LEED AP (LEED Accredited Professional), è in grado di accompagnare i clienti lungo tutto il percorso necessario ad ottenere queste prestigiose attestazioni di sostenibilità. Ma al di là del riconoscimento formale, è l’impegno quotidiano in cantiere che fa la differenza: scegliere materiali migliori, controllare le emissioni, ottimizzare le risorse impiegate. Questo progetto a Roma ne è la prova concreta.
Porfiri Architects vuole essere portavoce di un’architettura sostenibile applicata sul campo, dove ogni decisione progettuale e costruttiva viene valutata anche per le sue ricadute ambientali. Il risultato atteso non sarà solo un edificio certificato LEED Gold, ma anche un processo di costruzione che avrà lasciato un’impronta più leggera possibile sul pianeta. Un edificio green nasce da un cantiere green: in via Partini questo connubio prende forma, e ci auguriamo possa ispirare molti altri interventi a fare altrettanto.
Vi interessa capire come integrare la sostenibilità nel vostro cantiere o progetto edilizio? Porfiri Architects è a disposizione per fornire consulenza LEED e condividere l’esperienza maturata. Contattateci liberamente per scoprire come soluzioni di green building e strategie di cantiere sostenibile possano aggiungere valore al vostro investimento e contribuire a un futuro più rispettoso dell’ambiente. La sostenibilità, dopotutto, è un percorso che vale la pena intraprendere insieme.
VISITA LA SEZIONE CERTIFICAZIONE LEED PER MAGGIORI_INFORMAZIONI oppure CONTATTACI per scoprire come implementare con successo la Certificazione LEED e trasformare il valore dei tuoi immobili in un asset strategico e redditizio.