Acustica negli uffici open space: progettare spazi di lavoro

Acustica negli uffici open space: progettare spazi di lavoro

Ufficio open space con schermi tra le scrivanie, pannelli sospesi e sala riunioni vetrata

L’acustica negli uffici open space dovrebbe entrare nel progetto quando si definiscono le attività e la distribuzione degli ambienti. Telefonate, lavoro individuale, riunioni brevi e accoglienza richiedono condizioni differenti. La prima scelta utile è capire quali situazioni debbano convivere e quali necessitino di spazi dedicati.

Per il committente, un buon brief acustico rende esplicite queste esigenze prima dell’acquisto degli arredi. Permette anche di chiedere ai progettisti risultati comprensibili e verificabili, collegati al modo in cui l’ufficio sarà realmente utilizzato.

Una valutazione che parte dalle persone

La guida INRS ED 6402 sull’ambiente sonoro negli uffici aperti, pubblicata a febbraio 2026, propone un percorso progressivo: osservazione dello spazio, analisi delle attività, raccolta della percezione degli occupanti e misure acustiche specialistiche. È un riferimento tecnico francese utile sul piano metodologico, da contestualizzare al progetto italiano.

Il punto progettuale è distinguere le fonti del disturbo. Conversazioni, apparecchiature e passaggi possono richiedere risposte diverse. Chiedere a chi utilizza gli ambienti dove e quando si manifestano le difficoltà aiuta a preparare una valutazione mirata.

Definire le attività prima del layout

La scheda pubblica della UNI ISO 22955:2023, in vigore dal 6 luglio 2023 e indicata come corrente nel catalogo consultato, distingue gli uffici aperti in base alle attività: comunicazioni a distanza, collaborazione vicina, lavoro con poca interazione, ricevimento del pubblico o combinazioni di queste funzioni.

La norma offre un quadro tecnico per il dialogo tra committenti, progettisti e altri soggetti coinvolti. Da questa impostazione deriva una domanda concreta: il layout proposto è coerente con le attività prevalenti? Una stessa organizzazione delle postazioni non risponde necessariamente alle esigenze di un gruppo che telefona spesso e di uno che svolge analisi individuali.

Una mappa d’uso può indicare postazioni, percorsi, aree collaborative e ambienti riservati. È utile completarla con fasce orarie, presenza attesa e necessità di riservatezza, evitando di dimensionare l’ufficio soltanto sulla fotografia di una giornata poco frequentata.

Materiali, separazioni e impianti da coordinare

Nel progetto conviene distinguere il trattamento del suono all’interno di un ambiente dalla separazione tra ambienti. Un pannello fonoassorbente può far parte del primo intervento; la riservatezza di una sala richiede di valutare l’intero sistema di separazione e i suoi punti deboli. Il tecnico deve definire quali prestazioni siano pertinenti al caso.

Come promemoria per il confronto tra proposte, si possono chiedere chiarimenti su:

  • distribuzione delle attività e prossimità tra gruppi;
  • trattamenti previsti per soffitto e superfici disponibili;
  • pareti, porte e collegamenti tra locali;
  • rumore delle apparecchiature e degli impianti;
  • accessibilità, illuminazione e ventilazione degli spazi chiusi;
  • modalità di verifica dopo l’allestimento.

La lista serve a coordinare le discipline: le soluzioni vanno dimensionate e valutate insieme, senza attribuire a un singolo prodotto la qualità acustica dell’intero ufficio.

Misurare anche il contributo della facciata

Uno studio di Bergero, Cavalletti e Chiari, pubblicato il 29 giugno 2026 sulla Rivista Italiana di Acustica, esamina un edificio adibito a uffici confrontando misure in opera e calcoli previsionali dell’isolamento di facciata. Il caso mostra l’utilità di mettere in relazione rilievi e simulazioni quando si valutano interventi sui serramenti e sui cassonetti.

È un approfondimento sull’involucro, con un campo diverso dall’acustica delle conversazioni in un open space. Nel brief conviene tenerli entrambi presenti: rumore proveniente dall’esterno e suono generato all’interno richiedono verifiche specifiche.

Concordare come valutare il risultato

Prima dei lavori, è utile stabilire quali ambienti controllare, con quale configurazione di arredi e impianti, e chi debba valutare eventuali scostamenti. Dopo l’avvio dell’ufficio, raccogliere osservazioni sull’utilizzo può aiutare a capire se servano aggiustamenti organizzativi.

Questo percorso trova posto nella ristrutturazione e progettazione degli spazi di lavoro, ambiti descritti sul sito dello studio.

Fonti e approfondimenti

Progettare l’ufficio a partire dalle attività

Se stai ripensando la tua sede, puoi contattare Porfiri Architects per richiedere informazioni sul progetto degli spazi e discutere come integrare le esigenze acustiche nel programma di ristrutturazione.

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