Regolamento prodotti da costruzione 2026: passaporto digitale e BIM
Il Regolamento prodotti da costruzione 2026 apre una nuova fase per la gestione delle informazioni tecniche, ambientali e di conformità dei materiali impiegati negli edifici. Il Regolamento (UE) 2024/3110 si applica in via generale dall’8 gennaio 2026 e prevede la futura introduzione di un passaporto digitale per i prodotti da costruzione, progettato per dialogare con il Building Information Modeling.
La novità è particolarmente attuale: il 20 luglio 2026 la Commissione europea ha reso operativo il registro generale dei Digital Product Passport (DPP) insieme a un ambiente di prova. Questo passaggio, tuttavia, non significa che ogni prodotto da costruzione debba già possedere un DPP. Alla data del 4 agosto 2026, il sistema specifico per il settore deve essere completato mediante ulteriori atti europei. Capire la distinzione è essenziale per evitare sia ritardi organizzativi sia interpretazioni premature degli obblighi.
Regolamento prodotti da costruzione 2026: perché è rilevante
Il Regolamento (UE) 2024/3110 del Parlamento europeo e del Consiglio, firmato il 27 novembre 2024 e pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 18 dicembre 2024, sostituisce progressivamente il precedente Regolamento (UE) n. 305/2011. La maggior parte delle nuove disposizioni si applica dall’8 gennaio 2026, mentre il testo stabilisce un periodo transitorio articolato per norme, specifiche tecniche e documenti già esistenti.
L’obiettivo resta quello di offrire un linguaggio tecnico comune per descrivere e confrontare le prestazioni dei prodotti da costruzione nel mercato europeo. Il nuovo quadro rafforza però anche la disponibilità di informazioni su sicurezza, prestazioni ambientali, circolarità e conformità, collegando la transizione normativa alla digitalizzazione dell’intera filiera.
Per un committente o un gruppo di progettazione, la questione non riguarda soltanto la documentazione fornita dal produttore. Influisce anche sul modo in cui i dati vengono richiesti, controllati, associati agli elementi del progetto e consegnati per le successive fasi di costruzione e gestione dell’immobile.
Cosa introduce il Regolamento (UE) 2024/3110
Il CPR aggiornato disciplina la commercializzazione dei prodotti da costruzione e organizza un sistema fondato su specifiche tecniche armonizzate. Tra gli elementi centrali figurano la dichiarazione di prestazione e di conformità, le informazioni generali sul prodotto, le istruzioni per l’uso e la sicurezza, la documentazione tecnica e gli identificatori necessari a riconoscere il tipo di prodotto.
Il regolamento dedica inoltre maggiore attenzione alle caratteristiche ambientali. L’effettivo contenuto richiesto dipenderà dalle specifiche armonizzate e dagli atti applicabili alle singole famiglie di prodotto: non tutti i dati saranno richiesti nello stesso momento o con il medesimo livello di dettaglio.
La Commissione ha organizzato questa transizione nel primo CPR Working Plan 2026–2029, COM(2025) 772 final del 16 dicembre 2025. Il piano definisce priorità e tempistiche per lo sviluppo delle specifiche armonizzate delle diverse famiglie di prodotto e per gli atti orizzontali, compresi quelli collegati al passaporto digitale.
Passaporto digitale dei prodotti da costruzione: cosa prevede
Quali informazioni potrà contenere
Gli articoli 75–80 del Regolamento (UE) 2024/3110 delineano il sistema di passaporto digitale per i prodotti da costruzione. In base all’articolo 76, il DPP potrà riunire o collegare la dichiarazione di prestazione e conformità, le informazioni generali, le istruzioni d’uso e sicurezza, la documentazione tecnica, l’etichetta, gli identificatori univoci e altri documenti richiesti dalla normativa europea applicabile.
Il passaporto dovrà essere collegato a un supporto dati e reso accessibile elettronicamente secondo differenti livelli di autorizzazione. Il regolamento richiede inoltre dati basati su standard aperti e, quando appropriato, strutturati, ricercabili, trasferibili e leggibili automaticamente. L’obiettivo dichiarato è evitare il vincolo a un singolo fornitore tecnologico e rendere le informazioni utilizzabili lungo la catena del valore.
Il DPP del prodotto non coincide con il passaporto di ristrutturazione dell’edificio. Quest’ultimo è una roadmap per migliorare progressivamente le prestazioni di un immobile ed è approfondito nella guida di Porfiri Architects sul passaporto di ristrutturazione e la due diligence immobiliare. Il DPP riguarda invece l’identità e i dati di uno specifico tipo, lotto o esemplare di prodotto, secondo il livello che sarà stabilito dalle regole applicabili.
Cosa è già operativo e cosa deve ancora essere adottato
Il 16 luglio 2026 la Commissione ha adottato il Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1778, pubblicato il giorno successivo, che stabilisce le modalità operative del registro DPP previsto dal Regolamento sull’ecodesign dei prodotti sostenibili. Il registro è stato avviato il 20 luglio 2026 con un’interfaccia, API, strumenti di verifica e un ambiente di prova.
Questa infrastruttura è predisposta a supportare anche prodotti regolati da normative settoriali, inclusi quelli da costruzione. Per rendere operativo il passaporto edilizio servono però gli atti delegati previsti dall’articolo 75 del nuovo CPR. La timeline informativa della Commissione sul DPP, espressamente indicativa, colloca nel secondo trimestre 2027 l’adozione degli atti relativi ai materiali da costruzione e ai fornitori di servizi DPP.
Di conseguenza, nel 2026 è corretto preparare processi e strutture informative, ma non attribuire al registro generale effetti obbligatori che dipendono ancora dalle regole specifiche per prodotti e famiglie merceologiche.
Il rapporto tra passaporto digitale e BIM
L’articolo 75 stabilisce che il sistema dei passaporti dei prodotti da costruzione debba essere compatibile con il quadro DPP europeo senza compromettere l’interoperabilità con il Building Information Modeling. È un’indicazione importante: i dati regolamentari non dovrebbero rimanere isolati in documenti separati, ma poter essere richiamati e interpretati all’interno dei processi informativi dell’edificio.
Il regolamento non impone un unico software BIM né definisce un metodo di modellazione. In termini progettuali, è però ragionevole preparare una relazione coerente tra oggetto digitale, identificatore del prodotto, versione della documentazione e collegamento alla fonte ufficiale. Questa è un’applicazione organizzativa possibile del principio di interoperabilità, non una prescrizione tecnica già dettagliata dal legislatore.
La progettazione BIM di Porfiri Architects considera il modello informativo uno strumento per condividere dati, controllare le attività e accompagnare il ciclo di vita dell’edificio. L’arrivo del DPP rende ancora più rilevante definire fin dalle prime fasi quali informazioni devono essere raccolte e come devono essere mantenute.
Come preparare oggi la documentazione di progetto
In attesa degli atti specifici, un progetto può essere organizzato in modo da accogliere i futuri requisiti senza trasformare previsioni normative in obblighi già vigenti. Le attività utili comprendono:
- censire i documenti di prodotto, distinguendo dichiarazioni, certificazioni, schede tecniche, istruzioni di sicurezza e informazioni ambientali;
- definire i requisiti informativi nel capitolato e nei flussi BIM, indicando quali dati devono essere forniti nelle diverse fasi;
- usare identificatori stabili per collegare gli oggetti del modello ai documenti e alle relative versioni;
- assegnare responsabilità di controllo, precisando chi raccoglie, verifica, aggiorna e approva le informazioni;
- preservare la provenienza del dato, evitando trascrizioni non verificabili e mantenendo il collegamento alla documentazione del fabbricante;
- programmare la consegna informativa affinché i dati utili non vadano persi nel passaggio dalla progettazione al cantiere e alla gestione.
La scelta dei campi e del livello di dettaglio deve restare proporzionata alle finalità del progetto. Un approfondimento preliminare sui materiali innovativi per l’architettura può aiutare a impostare criteri di selezione, ma la qualità del modello dipende anche dalla completezza e dall’attendibilità delle informazioni ricevute.
Dal cantiere alla gestione dell’edificio: perché la tracciabilità conta
Un prodotto identificato con dati coerenti può essere riconosciuto più facilmente durante controlli, sostituzioni e interventi successivi. Il passaporto digitale è concepito anche per sostenere la disponibilità di informazioni utili al riuso, alla rifabbricazione e al fine vita. Queste possibilità dipenderanno dal contenuto effettivamente richiesto per ciascuna famiglia di prodotto e dalla qualità dei dati inseriti.
Nel processo edilizio la continuità informativa può collegare decisioni progettuali, approvvigionamento, verifiche in cantiere e consegna dell’opera. La pagina dedicata alla gestione del processo edilizio illustra l’approccio di Porfiri Architects alle attività che accompagnano l’immobile dalla pianificazione al ciclo di vita.
È opportuno non presentare la digitalizzazione come garanzia automatica di risparmio o conformità. Il valore dipende dalla qualità delle fonti, dalla governance del dato e dalla capacità di aggiornare le informazioni quando cambiano prodotto, fornitura o configurazione dell’opera.
Cosa monitorare tra il 2026 e il 2027
Nei prossimi mesi sarà necessario seguire gli atti delegati sul sistema DPP per le costruzioni, le regole sui fornitori di servizi, le nuove specifiche tecniche armonizzate e le indicazioni relative alle singole famiglie di prodotto. Anche la timeline della Commissione può essere aggiornata: le date future devono quindi essere verificate prima di assumere decisioni contrattuali o operative.
Per il contesto italiano, il Punto di contatto prodotti da costruzione del MIMIT, pagina aggiornata il 24 aprile 2026, offre informazioni sulle regole tecniche e sulle procedure amministrative nazionali applicabili. Nei casi concreti resta necessario verificare la disciplina della specifica categoria di prodotto e l’eventuale normativa nazionale concorrente.
Un approccio BIM per dati coerenti lungo il processo edilizio
Il nuovo CPR indica una direzione chiara: le informazioni sui prodotti diventeranno più strutturate, accessibili e interoperabili. Prepararsi significa costruire un metodo di raccolta e verifica che colleghi correttamente materiali, documenti e oggetti BIM, mantenendo sempre distinta la norma già applicabile dalle misure ancora in fase di attuazione.
Se desideri capire come organizzare i dati dei prodotti e integrarli in modo coerente nel modello informativo del tuo intervento, puoi contattare Porfiri Architects per richiedere maggiori informazioni e valutare l’impostazione BIM più adatta al progetto.
Fonti e approfondimenti
- Parlamento europeo e Consiglio, Regolamento (UE) 2024/3110 del 27 novembre 2024, pubblicato il 18 dicembre 2024.
- Commissione europea, First CPR Working Plan for 2026–2029, COM(2025) 772 final, 16 dicembre 2025.
- Commissione europea, Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1778, 16 luglio 2026.
- Commissione europea, The Digital Product Passport Registry is now live, 20 luglio 2026.
- Commissione europea, Digital Product Passport, portale informativo consultato il 4 agosto 2026.
- Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Punto di contatto prodotti da costruzione, aggiornato il 24 aprile 2026.