LCA degli edifici: cosa cambia con il quadro europeo 2026

LCA degli edifici: cosa cambia con il quadro europeo 2026

Campioni di legno, laterizio, calcestruzzo e acciaio accanto a un modello architettonico

La LCA degli edifici, ossia la valutazione del ciclo di vita, aiuta a considerare gli impatti ambientali oltre la fase d’uso. Per il committente, significa porre domande anche sui materiali, sulla costruzione, sulle sostituzioni e sulla fine vita dell’opera.

Nel 2026 il tema ha ricevuto un ulteriore riferimento europeo per il calcolo del potenziale di riscaldamento globale. È utile comprenderne il perimetro per impostare i dati di progetto e leggere con attenzione i confronti tra alternative.

La novità europea del maggio 2026

La Commissione europea ha annunciato il 4 maggio 2026 la pubblicazione del Regolamento delegato (UE) 2026/52, che definisce il quadro dell’Unione per il calcolo nazionale del potenziale di riscaldamento globale lungo il ciclo di vita dei nuovi edifici. La stessa comunicazione indica l’entrata in vigore il 24 maggio 2026.

L’obiettivo è rendere confrontabili le metodologie, mantenendo margini per le specificità nazionali. Il quadro riguarda il GWP, cioè il contributo al riscaldamento globale: una valutazione ambientale del ciclo di vita può considerare anche ulteriori aspetti.

Emissioni operative e incorporate

La scheda europea sul Global Warming Potential degli edifici distingue le emissioni operative, legate all’energia utilizzata durante il funzionamento, da quelle incorporate, associate ai materiali e alle fasi di produzione, trasporto, manutenzione, demolizione e gestione finale.

Questa distinzione aiuta a leggere il progetto come una sequenza di fasi. Il confronto dovrebbe rendere evidente quali contributi siano inclusi e con quali ipotesi, invece di presentare un unico numero senza indicarne origine e perimetro.

La stessa scheda riporta il calendario europeo: calcolo e comunicazione del GWP nell’attestato di prestazione energetica dal 2028 per i nuovi edifici con superficie utile superiore a 1.000 metri quadrati, e dal 2030 per tutti i nuovi edifici. Le scadenze riguardano le nuove costruzioni; non vanno estese automaticamente a ogni ristrutturazione. Per il singolo progetto occorre verificare il quadro nazionale applicabile.

Il ruolo di Level(s)

Il sistema Level(s) della Commissione europea propone indicatori comuni per valutare la sostenibilità degli edifici durante il ciclo di vita. Il suo campo comprende carbonio, materiali, acqua, salute, comfort e impatti del cambiamento climatico.

Per chi affida un incarico, questo suggerisce di chiarire la domanda iniziale: si vuole confrontare il contributo climatico di alcune alternative, oppure sviluppare una valutazione ambientale più ampia? Obiettivo e perimetro determinano il tipo di dati da raccogliere e i risultati da richiedere.

Preparare i dati per un confronto leggibile

Una possibile traccia per il brief comprende:

  • alternative progettuali da confrontare e funzione da garantire;
  • quantità dei materiali e livello di definizione degli elaborati;
  • fonti dei dati ambientali e loro rappresentatività;
  • durata di riferimento e ipotesi sulle sostituzioni;
  • energia prevista in esercizio e scenari considerati;
  • ipotesi di trasporto, cantiere e fine vita.

Questa lista è un promemoria operativo da adattare al metodo scelto. È utile chiedere che dati specifici, valori generici e assunzioni siano riconoscibili nel resoconto, così da individuare le parti che meritano un approfondimento.

La comunicazione europea del maggio 2026 richiama l’uso delle informazioni fornite dai produttori e la possibilità di ricorrere a valori predefiniti quando i dati non sono disponibili. La presenza di un numero, quindi, non implica necessariamente che esso derivi dal prodotto effettivamente selezionato.

Usare la LCA degli edifici nelle decisioni

Si consideri, come esempio di impostazione, il confronto tra due soluzioni di facciata. Prima di interpretare il risultato occorre chiarire se garantiscano le prestazioni richieste dal progetto, quale manutenzione si ipotizzi e quali sostituzioni siano previste. Un confronto leggibile espone questi elementi insieme ai risultati.

È utile chiedere anche quali ipotesi influenzino maggiormente la graduatoria tra le alternative. Se un dato ancora incerto può cambiare la scelta, il resoconto dovrebbe evidenziarlo prima che il risultato venga utilizzato per ordinare materiali o definire il capitolato.

L’obiettivo è inserire il ciclo di vita nella discussione progettuale. Il tema può affiancare gli obiettivi di bioarchitettura e modellazione energetica descritti da Porfiri Architects, mantenendo distinti consumi di energia e impatti ambientali.

Fonti e approfondimenti

Definire gli obiettivi ambientali del progetto

Per discutere quali approfondimenti siano utili al tuo intervento, puoi contattare Porfiri Architects e richiedere informazioni, condividendo lo stato del progetto e le alternative che intendi valutare.

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